Convegno "Famiglia e Handicap come risorsa"
CHI SIAMO E QUALI SONO I NOSTRI OBIETTIVI
Cerebrolesione: tutti sappiamo cosa si prova, quali immagini di disperazione vengano alla mente quando sentiamo questa parola. Come è allora possibile che famiglie in cui il dolore ha lacerato in profondità le coscienze e i rapporti trovino la forza per affermare che lhandicap può essere affrontato con fiducia ed essere considerato una risorsa? Cerchiamo nel seguito di spiegarlo.Le famiglie di bambini con alterazioni cerebrali si scontrano quotidianamente contro una molteplicità di barriere, non tanto architettoniche o legate alla disabilità, quanto culturali e sociali, meno evidenti delle prime, ma proprio per questo più insidiose e difficili da superare.
Partendo dalla corretta consapevolezza che il disabile e la sua famiglia hanno bisogno di unattenzione particolare, operando magari con le migliori intenzioni, si tende erronea- mente a risolvere il "problema" offrendo unassistenza di tipo quantitativo, come il nume- ro di ore fornite per "sollevare" la famiglia dal suo "pesante fardello". Troppo spesso lassistenza viene inoltre sentita come un dovere di chi ha il "privilegio" della "normalità" verso chi è "più sfortunato", e si traduce in una serie di iniziative assistenzialistiche. Non è questo lapproccio corretto quando lobiettivo da perseguire è la qualità della vita.
Le nostre famiglie non vogliono essere oggetto di queste forme di assistenza, che spesso tendono emarginarle dal bambino e a escluderle dal suo progetto di vita e dal suo processo di sviluppo. Le famiglie, soprattutto quelle dei disabili gravissimi, vogliono fiducia e speranza, vogliono essere responsabilizzate e agire come soggetti attivi, vogliono dimostrare quanto la loro presenza e il loro contributo siano importanti per la società: è questa lessenza della qualità di vita di ogni essere umano.
Ecco perché le nostre famiglie hanno scelto di rinunciare allassistenza passiva e di diventare i principali artefici del processo evolutivo del figlio, di vivere lhandicap come una sfida, come un imperativo alla conquista di traguardi raggiungibili solo quando la forza di volontà diventa eroismo quotidiano. Se una famiglia trova la forza e il sostegno necessari per perseverare in questa scelta, il bambino può ottenere risultati incredibili; ma non si tratta di miracoli, è il frutto della fiducia, del coraggio, della perseveranza e di un lungo lavoro di riabilitazione.
I progressi dei bambini non sono però lunico grande risultato raggiunto; anche la fami- glia muta profondamente: non è più sopraffatta dalla tragedia e dalla disperazione, ma diventa forte e determinata, e trova la serenità di chi sa di aver fatto il massimo per il futuro del figlio.
Per fornire unassistenza che mira alla qualità della vita occorre pertanto aiutare la famiglia a rielaborare la propria vita, a trasformare una tragedia in unoccasione di crescita persona- le e sociale; occorre responsabilizzarla e darle degli obiettivi da raggiungere, dei motivi per guardare al futuro con fiducia. Ma soprattutto è indispensabile promuovere un cambiamento culturale; è necessario riconoscere che lesigenza vera e profonda dei bambini disabili, delle loro famiglie e, crediamo, di ogni essere umano è la fiducia in un mondo in cui non predomini il desiderio egoistico di emergere a tutti i costi, in cui la digni- tà di una persona non dipenda dalla sua utilità immediata, in cui prevalga la certez- za di ricoprire comunque un ruolo da integrare con quello degli altri, nella ricerca del bene comune.
Lesperienza quotidiana delle nostre famiglie e dei loro volontari testimonia che tutto questo non è utopia, ma può essere conquistato grazie allo stendersi spontaneo della rete sociale e allattivazione delle risorse che i nostri bambini "infelici" hanno saputo favo- rire, con la loro voglia di vivere, il loro entusiasmo, la loro allegria. Con il tempo abbiamo capito che questi bambini, costretti a vivere in una prigione grande quanto il loro corpo, eppure così felici ed entusiasti di vivere, sono i nostri maestri di vita e un patrimonio prezio- so per la collettività; per questo li amiamo ancora di più e li consideriamo, sempre di più, un magnifico dono.
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