Convegno "Famiglia e Handicap come risorsa"

MOZIONE FINALE DEL CONVEGNO

(Approvata per acclamazione dai partecipanti al Convegno)

I partecipanti al Convegno Nazionale "Famiglia e handicap come risorsa: l’unica via possibile", tenutosi a Bassano del Grappa il 27 Maggio 2000,

dichiarano che è ancora troppo diffuso un modello culturale in cui:

la società percepisce le esigenze espresse dai disabili e dalle loro famiglie come uno sgradevole obbligo;

la società e i professionisti ricoprono un ruolo attivo, mentre i disabili e le loro famiglie assumono un mero ruolo passivo: i professionisti progettano, decidono, realizzano e valutano le iniziative che ritengono più opportune, mentre le possibilità di intervento attivo e propositivo da parte dei disabili e delle loro famiglie sono praticamente nulle;

gli obiettivi delle iniziative a favore della disabilità sono spesso l’assistenza e il sostegno offerti alla famiglia.

 

Affermano che, quando l’obiettivo da perseguire è la QUALITÀ DI VITA, è essenziale ispirarsi ai seguenti principi:

gli "infelici" bambini disabili possono essere eccezionali promotori di una cultura in cui ogni persona ha pari dignità e in cui il ruolo di ognuno è integrato con quello degli altri;

ogni disabile è una ricchezza, e può essere un’importante fonte di stimoli di arricchimento umano e morale, una risorsa per lo sviluppo sociale;

i genitori conoscono i figli meglio di chiunque altro e vogliono per loro le migliori opportunità di sviluppo; essi sono quindi una risorsa fondamentale per l’evoluzione del figlio;

il progetto di vita e il processo evolutivo del giovane disabile sono basati sulla centralità della famiglia e sulla sua partecipazione attiva;

lo sviluppo ottimale del giovane disabile richiede fiducia nelle sue potenzialità e in quelle della famiglia.

 

Chiedono quindi con forza al Governo, al Parlamento, alle Regioni e agli Enti Locali di assumere azioni concrete al fine di promuovere il MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DI VITA, con particolare riferimento a:

formare presso l’opinione pubblica la coscienza che i disabili e le loro famiglie sono un patrimonio sociale;

formare presso gli operatori la coscienza che l’assistenza, il sostegno, l’abbattimento di barriere, il riconoscimento dei diritti delle persone disabili e delle loro famiglie sono strumenti, non obiettivi;

valorizzare tutte le risorse potenziali dei disabili e delle loro famiglie;

promuovere il ruolo sociale attivo e propositivo dei disabili e delle loro famiglie, favorendo specialmente:

la loro partecipazione alla progettazione, realizzazione e valutazione delle iniziative volte a fornire assistenza, sostegno, servizi, risorse, occasioni di sviluppo e di integrazione;

la collaborazione e il sostegno reciproco tra famiglie di persone disabili;

riconoscere la famiglia quale sede privilegiata e naturale, nucleo centrale del processo evolutivo del figlio disabile e promuovere il suo ruolo quale artefice principale del processo evolutivo (riabilitativo-educativo) del figlio; specificatamente:

aiutare le famiglie a rielaborare la propria vita sulla base dell’amore verso il figlio e di propri ideali;

informare, formare e aggiornare i familiari, al fine di permettere la comprensione della diagnosi del figlio e delle possibili opzioni utili a favorirne lo sviluppo;

permettere alle famiglie di decidere liberamente il grado di partecipazione al percorso evolutivo del figlio; tale partecipazione deve essere stimolata, incoraggiata e sostenuta;

promuovere la realizzazione del processo evolutivo della persona disabile in ambito familiare-domiciliare;

prevedere per ogni percorso di sviluppo proposto dai professionisti degli obiettivi evolutivi definiti assieme ai familiari e in modo chiaro e verificabile: l’efficacia del percorso di sviluppo dovrebbe essere valutata verificando il raggiungimento, nei tempi previsti, degli obiettivi prefissati;

accreditare le équipe di professionisti non solo in base alle competenze, ma anche alla percezione soggettiva delle famiglie della qualità delle prestazioni ottenute;

garantire alle famiglie il diritto alla scelta del percorso evolutivo ritenuto più idoneo (art.5.l e 12 L.104 del 5.2.92);

favorire il ruolo attivo del volontariato nello sviluppo dei giovani disabili e nel sostegno alla loro famiglia, ottimizzandone l’efficacia di intervento;

promuovere l’abbattimento di tutte le barriere, non solo quelle architettoniche, ma soprattutto quelle culturali e sociali, oltre a quelle nella ricerca scientifica e nell’applicazione delle conoscenze ottenute;

favorire la partecipazione attiva, propositiva e consapevole dei disabili e delle famiglie alla ricerca scientifica (art.5.a L.104 del 5.2.92) e riconoscere che tale ricerca è fondamentale per il miglioramento della qualità di vita, ma non può fornire risposte a tutte le necessità delle famiglie.

Bassano del Grappa (VI), 27 maggio 2000

per chiedere informazioni
posta.gif (1030 byte)  e mail
 

ABC Triveneto
Via Fratelli Rosselli, 3 - 37138 Verona - Italy - Telefono e Fax: 045/578270
P.I. 02573810237 - 

C.C. Bancario presso la Banca Popolare di Verona S. Geminiano e  S. Prospero S.p.A.
Dip. 0319 Verona Borgo Trieste IBAN: IT14 L 05188 11743 000000001500

C.C. Postale n° 19391374 www.nsoft.it/abc e-mail abctriv@nsoft.it

 

ABC Triveneto
Via Fratelli Rosselli, 3 - 37138 Verona - Italy - Telefono e Fax: 045/578270
P.I. 02573810237 - C.C. Bancario n° 90965/75 ABI 6355 CAB 11703 agenzia B.Roma CARIVERONA Banca S.p.A.
C.C. Postale n° 19391374 www.nsoft.it/abc e-mail abctriv@nsoft.it